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La Basilica di San Lorenzo Maggiore, Milano

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La basilica è una delle più celebri di Milano. La sua origine va fatta risalire con tutta probabilità allo scontro che contrappose nella Pasqua 385 il vescovo Ambrogio e la corte imperiale, di simpatie ariane, che da quel momento volle riservarsi un edificio in via esclusiva per le proprie celebrazioni. Sorse fuori le mura, lungo la via per Pavia (Ticinum), non lontana dal vasto quartiere del palazzo imperiale. La Basilica di San Lorenzo Maggiore presenta una pianta molto complessa. Il corpo principale segue un sistema centrale, ed è costituito da un quadrato con i lati arrotondati in quattro grandi absidi. Negli angoli invece sorgono quattro torri scalarie, ora mozze e in parte rovinate. Al centro svetta il tiburio ottagonale, che nasconde la cupola interna. Questa parte della costruzione è più recente, risale al 1573 e si distingue stilisticamente dal resto degli elementi architettonici, costruiti in epoche precedenti.Le 16 Colonne di San Lorenzo si possono ammirare davanti alla basilica, provengono dall'epoca romana assieme a resti di quello che una volta era l'anfiteatro, il teatro e le terme "erculee" del circo. Sono colonne di marmo con capitelli corinzi, che probabilmente sostenevano le grandi terme volute dall'Imperatore Massimiano. Le colonne, alte 8,50 metri, vennero trasportate qui nel IV secolo e dovevano costituire un quadriportico di fronte alla  Basilica, di origine paleocristiana. La Basilica è a pianta centrale e presenta nei quattro angoli delle torri.Al corpo centrale sono collegate numerose cappelle, alcune delle quali aggiunte in seguito alla primitiva costruzione della basilica. Le cappelle principali sono la Cappella di Sant'Aquilino, la Cappella  di Sant'Ippolito e  la Cappella di San Sisto. Intorno alla Basilica si trovano molte altre cappelle di rilevanza minore. Queste  sono: la Cappella della Sacra Famiglia, a sud-est; la Cappella Cittadini, a est, di fianco a S. Ippolito; la Cappella di San Giovanni Battista, a sud-ovest. Il corpo centrale della Chiesa di San Lorenzo Maggiore a Milano è molto spoglio; le esedre sono di pietra, mentre i muri intorno al deambulatorio ora sono quasi privi di ornamenti, anche se anticamente dovevano essere decorati con affreschi. Di questi sono rimaste solo alcune parti, che si possono vedere sulle pareti perimetrali e sul retro dei pilastri.Uno degli affreschi meglio conservati è la Deposizione. Si trova sulla sinistra del portale d'ingresso alla Cappella di Sant'Aquilino e fu dipinto da un anonimo artista lombardo fra il 1250 e il 1274. Rappresenta Giuseppe d'Arimatea che sorregge il corpo di Cristo, mentre Maria lo accarezza e Giovanni, dall'altra parte, si mostra addolorato per la morte di Gesù. Sullo sfondo vediamo un Sole e una Luna personificati, con volti quasi umani. La scena sembra incorniciata da una spessa linea rossa. La Maddalena, posta nel registro inferiore, porge unguenti ai piedi di Cristo. L'affresco presenta le caratteristiche comuni dello stile duecentesco. I volti dei personaggi sono abbastanza naturalistici ed espressivi, mentre il panneggio delle vesti è stilizzato. Un altro affresco, dipinto su un pilastro, rappresenta sant'Elena, la madre dell'imperatore Costantino, che regge una croce con una mano e con l'altra saluta, in una posizione solenne e imponente. Dalla linea nera che circonda la figura e il vestito si è dedotto che l'affresco sia stato dipinto da un artista milanese attorno al 1200-1220.Sopra il dipinto con Sant'Elena, vi è la Madonna con Bambino, affresco che non appartiene però allo stesso artista, essendo del XIV secolo.Sulla parete di destra della torre sud-est si trova il monumento della Tomba de Robbiani. Collocato all'interno di una nicchia, aperta su un arco a tutto sesto con timpano e gugliette, è conservato il sarcofago della famiglia milanese. Sulla parete alla sua destra, si trova una lapide in marmo con un'iscrizione in latino. Nella parete di fondo, sovrastante il sarcofago si può vedere una lunetta affrescata con La Madonna col Bambino fra i Santi Lorenzo e Ambrogio e due devoti. L'affresco risale al XIV secolo. l più importante tra gli affreschi conservati nella chiesa di San Lorenzo, sicuramente è La cena degli Apostoli, a sinistra del portale centrale. Scoperto nel 1800, l'affresco doveva essere strappato dalla sua sede per essere collocato vicino al celebre Cenacolo dipinto da Leonardo da Vinci a Santa Maria delle Grazie. Questo di San Lorenzo risale al XVI secolo e si pensa che l'artista (forse Antonio della Corona) abbia copiato la celebre Cena di Leonardo. La Cappella di Sant'Aquilino, presso la chiesa, era anticamente dedicata a san Genesio. Fu costruita nel V secolo, e restaurata nel XVII secolo. Si pensa che fosse stata eretta per la sepoltura di Galla Placidia, che appunto diffuse il culto di san Genesio. La chiesetta è anche chiamata Cappella della Reginetta, per il motivo sopracitato. Due catini absidali della cappella hanno mosaici della fine del IV secolo. Il mosaico meglio conservato e più famoso rappresenta Cristo con gli Apostoli o, forse, con i dottori della Sinagoga. Cristo è rappresentato imberbe, a significare che è figlio di Dio, con una mano benedicente e l'altra che tiene i rotoli delle leggi, rappresentati anche ai suoi piedi all'interno di una cesta. Gli Apostoli indossano gli abiti tipici dei Senatori romani, hanno pose molto naturalistiche e sono caratterizzati da volti diversi gli uni dagli altri. Ai loro piedi si trova un fiume, che rappresenta il Paradiso, e lo sfondo dorato alle loro spalle simboleggia la presenza di Dio. Nonostante il cielo dorato, il mosaico presenta ancora il realismo tipico dello stile tardo-romano.Nell'abside sud-est della Cappella si trovano pochi resti del mosaico Cristo-Helios rischiara la terra con il suo carro solare. Del mosaico sono rimasti solo due grandi frammenti; si pensava rappresentasse l'ascensione di Elia, ma poi venne identificato come l'iconografia del Sol Invictus, celebrato il 25 dicembre come Sole dispensatore di vita, poi riconosciuto in Cristo.Nella grande nicchia rettangolare di fronte all'ingresso si trova l'Urna di Sant'Aquilino, in argento e cristallo di rocca, realizzata nel 1697 da Carlo Garavaglia e posta sopra ad un altare marmoreo dedicato al Santo. Il soffitto e la parete dietro all'altare sono affrescati; inoltre, sul retro si trova una scaletta dalla quale si accede alle fondamenta della basilica. Nella basilica si trova l'organo a canne, costruito dall'organaro varesino Pietro Bernasconi riutilizzando parte del materiale fonico dell'organo costruito nel 1840 da Felice Bossi, che a sua volta riutilizzò parti di un organo precedente, restaurato nel 1820 da Antonio II Brunelli e probabilmente proveniente dalla chiesa di San Giovanni in Conca.

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Ангелина Данилова
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Идейные соображения высшего порядка, а также начало повседневной работы по формированию позиции позволяет выполнять важные задания по разработке модели развития.
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Ангелина Данилова
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